Il Centro di Cultura delle Donne Margaret Fuller è nato nel 1988 per iniziativa di cinque donne, di cui tre sono ancora nel gruppo direttivo (Giusi Di Crescenzo, Maria Rosaria La Morgia e Maristella Lippolis), che avevano il desiderio di dare a se stesse, e a tutte coloro che volevano condividere quel progetto, uno spazio in cui mettere a dimora e fare crescere pensieri e culture di genere.
Un luogo aperto al confronto, disponibile al dialogo, capace di suscitare energie e creatività, segnato dal pensiero della differenza di genere.
Perché la scelta di chiamare questo luogo Centro di cultura delle donne Margaret Fuller?
Leggendo un saggio sulla storia delle donne pioniere del femminismo, siamo rimaste colpite dalla figura di questa nostra antenata: giornalista americana arrivata in Italia nel 1847, partecipò attivamente ai moti di liberazione di quegli anni e in particolare alla difesa della Repubblica Romana, in cui si prodigò insieme a Cristina di Belgioioso. Caduta la Repubblica, morì nel naufragio della nave che la riportava in America, a poca distanza dalla riva. I suoi scritti recuperati sulla spiaggia di Long Island vennero accuratamente selezionati e censurati al fine di restituire di lei un’immagine rispondente ai canoni del tempo e non al suo desiderio di libertà femminile.
Autrice di una delle prime opere sulla condizione femminile del tempo, “Women in the ninetheen century”, pensava che l’impedimento più grande per le donne fosse il pensare troppo agli altri e poco a se stesse: “Le donne che vivono troppo nelle relazioni diventano estranee alle risorse della propria natura”, scriveva. Ci siamo meravigliate per quelle parole così attuali pronunciate 150 anni fa, da una donna di cui si era persa del tutto la memoria.
Scegliere il suo nome ha voluto rappresentare anche un impegno contro la cancellazione della memoria di tante donne che sono state presenti sulla scena della storia, attive e impegnate a favore del genere femminile, che è giusto non dimenticare.
Negli ultimi anni abbiamo percorso strade nuove alla ricerca dello spirito sacro femminile che affonda le sue radici nei lontani millenni del neolitico, quando la sacralità era incarnata in corpi di donne.
Perché sapere che abbiamo alle spalle una genealogia femminile tanto antica potente ci fa sentire tutte più forti e autorevoli. Dai millenni passati guardiamo al futuro.