Gio, 23 Apr 2009
Di fronte all’enormità del disastro che ha colpito la nostra regione è facile lasciarsi andare al senso di impotenza. Nei giorni scorsi abbiamo fatto circolare per email alcune informazioni urgenti per chi intendesse contribuire alle diverse raccolte di fondi e materiali per l’emergenza, che ancora perdura e probabilmente durerà ancora a lungo. Siamo in contatto costante con amiche, donne e associazioni del comprensorio aquilano, e non appena si chiariranno i primi interventi per la ricostruzione ci impegneremo insieme ad altre per contribuire a qualche intervento mirato che dia una mano in particolare ad azioni e progetti di donne, in sintonia con quello che è sempre stato il nostro modo di agire. Ma intanto ci sembra importante puntare l’attenzione sulle donne di San Gregorio, che dal primo giorno si sono organizzate in un comitato che ha lo scopo di contribuire alla ricostruzione del paese, e che tra le priorità ha pensato a un luogo di socializzazione, perchè “è importante anche la geografia dell’anima”, dicono. Ammiriamo la loro lucidità nel voler tenacemente tenere insieme il passato con il presente e il futuro, le persone e le abitazioni insieme ai monumenti e ai luoghi di culto. L’anima e il corpo, la quotidianità dei gesti insieme al progetto. Il pane e le rose. Una capacità di connessione tutta femminile. E’ quanto emerge molto chiaramente nell’intervento che pubblichiamo in allegato: si tratta di un intervento della regista e scrittrice Francesca Comencini, pubblicato sul quotidiano La Repubblica. Comencini ha realizzato un video dal titolo “Le donne di San Gregorio”, che fa parte di una serie di doc d’autore commissionati dal quotidiano. Un bel modo per andare avanti.