Febbraio 2010



Sabato 13 marzo, ore 17, al Caffè Letterario in Via delle Caserme, parleremo con Letizia Paolozzi e Alberto Leiss del loro libro La paura degli uomini.

La paura degli uomini è quella che i maschi incutono quando si abbandonano alla violenza in guerra, per strada o tra le pareti domestiche. Ma è anche, forse soprattutto, la paura che provano gli uomini stessi di fronte all’evidente crisi di autorità che stanno vivendo. Politica e democrazia non sono mai state così deboli, le istituzioni economiche e finanziarie hanno perso credibilità e la Chiesa appare tanto politicamente attiva quanto segnata da contraddizioni interne. Tutti mondi ad assoluta predominanza maschile che ora sembrano sgretolarsi. La “questione” oggi, dunque, è quella “maschile”, anche se non è affatto scontato che i protagonisti lo riconoscano… E le donne? Si dividono tra quante incassano la vittoria e si preparano a ricoprire ruoli di prestigio e quante guardano oltre. Perché, come dicono gli autori, “il femminismo non si è mai prefisso di far ottenere un posto di potere a una donna. Il femminismo desidera altro”.

Un romanzo “di formazione”, dichiaratamente autobiografico, dai toni appassionati e vibranti, delicatamente volto all’analisi minuziosa di sentimenti e stati d’animo, che accompagnano lettrici e  lettori attraverso il difficile percorso della riconciliazione tra genitori e figli.

Ma è soprattutto l’avventura di una donna alla ricerca caparbia di una felicità possibile. Questo romanzo rappresenta l’esordio letterario di Cynthia Collu, milanese di origine sarda, che aveva già pubblicato racconti su antologie e riviste.

In ospedale, al capezzale del padre e accanto alla madre che lo veglia, Thea Ligas aspetta i suoi fratelli rievocando la propria esistenza. Dalla primissima infanzia, trascorsa in Sardegna insieme ai nonni paterni, alla vita con i genitori nella periferia milanese degli anni Cinquanta e Sessanta, la protagonista rievoca le vicende di diverse generazioni alle prese con l’asprezza del vivere. Tra i personaggi spicca una Milano letterariamente inedita, proletaria e grigia ma animata da elementi di imprevedibile e profondissima umanità, perché la narratrice abbraccia con indulgenza tutti i suoi personaggi e ne porta alla luce colpe e motivazioni. La giovane Thea si affanna a crescere cercando di dare un senso alla sua vita segnata dall’alcolismo del padre e dal disamore della madre. Ad alleggerire l’atmosfera familiare cupa e oppressiva contribuisce in parte la presenza dei fratelli, Marco e Giulio-che-sa-di-biscotto: per loro, nelle notti di vento forte e luci gelide, Thea si trasforma in Peter Pan, sollevando piano la tapparella della cameretta e dicendo “buffe cose alle stelle”. Ma il destino incrudelisce sulla loro innocenza, mentre lei, ormai lontana da casa, cercherà di percorrere la propria difficile strada di “bambina sbagliata” sperimentando la bohème cittadina, la politica e il teatro, continuamente in bilico tra l’orgogliosa affermazione della propria indipendenza e l’inevitabile bisogno d’amore. Un romanzo dichiaratamente autobiografico. Dichiara l’autrice: “ Un libro che per ovvi motivi qui non posso valutare. Di certo l’ho letto molte volte, almeno tante quante l’ho riscritto, pagina su pagina, capitolo su capitolo, vocabolo su vocabolo, cercando di trovare la parola “inamovibile”, quella destinata, da sempre, a esistere proprio in quella riga, in quel brano, come da sempre era presente nella mia carne, senza che io lo sapessi. A volte mi sono divertita a scriverlo, altre ho sofferto, altre ancora mi sono difesa da me stessa, dal baratro di vigliaccherie in cui desideravo cascare, per rendermi più bella, più simpatica, o semplicemente meno normale. Per fortuna alla fine ho sempre vinto io, ho trovato il coraggio di dire le cose sino in fondo, di non avere paura della parte oscura che si apriva sulle mie debolezze, me ne sono fregata dei rischi. Creare è un rischio, mi dicevo. Bene, non posso valutare cosa ho creato, ma di certo so che ho rischiato tanto.
E adesso che il viaggio è terminato, almeno nella parte creativa, voglio dire che per me è stato davvero un gran bel viaggio”.

Una bambina sbagliata, di Cynthia Collu. Mondadori 2009, 349 pagine, euro 19,00.

Venerdì 12 febbraio alle ore 18.30, Libreria Edison, Pescara:

Presentazione del libro di Cynthia Collu Una bambina sbagliata (Ed. Mondadori).

 Si tratta di un romanzo “di formazione”, dichiaratamente autobiografico, dai toni appassionati e vibranti, delicatamente volto all’analisi minuziosa di sentimenti e stati d’animo, che accompagnano lettrici e  lettori attraverso il difficile percorso della riconciliazione tra genitori e figli.

Ma è soprattutto l’avventura di una donna, alla ricerca caparbia di una felicità possibile. Questo romanzo rappresenta l’esordio letterario di Cynthia Collu, milanese di origine sarda, che aveva già pubblicato racconti su antologie e riviste.