Aprile 2009


Non sappiamo molto di questa scrittrice affascinante, e forse la scarsità di notizie biografiche non fa che accrescere il fascino che si allarga dalla sua scrittura, come un fascio di luce debole ma resistente. Sappiamo che ormai è considerata tra gli scrittori di maggiore rilievo della letteratura catalana, e che è nata a Barcellona nel 1908. Politicamente impegnata nell’attività antifascista durante la guerra civile, dopo la vittoria di Franco sceglie l’esilio, fino al 1972. Poco sappiamo di come ha vissuto durante quegli anni, se non che le sue maggiori opere sono state scritte proprio durante quel lungo lasso di tempo. Anche La Piazza del Diamante, che è del ‘62, ripubblicato ora in Italia con una bella nota di lettura di Sandra Cisneros.  Il titolo evoca una piazza del popolare quartiere di Gràcia, e l’io narrante è quello della protagonista, Natàlia (soprannominata Colombetta dal marito). Voce narrante che rievoca le vicende quotidiane di una donna semplice, ingenua, fragile, esposta a tutte le intemperie della vita, eppure capace di farvi fronte con nuove risorse. Il linguaggio è volutamente discorsivo, quasi elementare, ma proprio per questo potente e coinvolgente. Ha scritto Sandra Cisneros : “Mercè Rodoreda scrive di sentimenti, di personaggi così impietriti o sopraffatti dagli eventi da non avere nient’altro che le emozioni per comunicare… E’ la precisione nel nominare l’innominabile che mi attrae in questa donna, questa scrittrice esperta nell’ascolto di chi non parla, di chi è colmo di grandi emozioni ma è muto e non sa nominarle”. Qui di seguito un piccolo saggio di questa scrittura così potente, per invogliare alla lettura: …lanciai un urlo d’inferno.Un urlo che dovevo portarmi dentro da molti anni, e con quell’urlo, così ampio che aveva fatto fatica  a passarmi per la gola, dalla bocca mi uscì un pezzetto di niente, come uno scarafaggio di saliva…e quel pezzetto di niente che mi era vissuto tanto tempo dentro era la mia giovinezza che fuggiva con un urlo che non sapevo bene cosa fosse… 

Anche la storia raccontata in Via delle Camelie, altro capolavoro scritto nel 1966, già tradotto in Italia nel 1991 e ristampato nel 2003, procede attraverso la voce narrante della protagonista, Cecilia. Anche lei si aggira nella vita come cieca  e muta, in un affannarsi denso di vittorie e sconfitte, sogni e delusioni, che la spinge comunque avanti come un soffio di vento alla fine benevolo.

La piazza del Diamante, di Mercè Rodoreda, (laNuovafrontiera, 2008), euro 15,00

Via delle Camelie, di Mercè Rodoreda, (La Tartaruga, 2003 ), euro 13,60

Di fronte all’enormità del disastro che ha colpito la nostra regione è facile lasciarsi andare al senso di impotenza. Nei giorni scorsi abbiamo fatto circolare per email alcune informazioni urgenti per chi intendesse contribuire alle diverse raccolte di fondi e materiali per l’emergenza, che ancora perdura e probabilmente  durerà ancora a lungo.    Siamo in contatto costante con amiche, donne e associazioni del comprensorio aquilano, e non appena si chiariranno i primi interventi per la ricostruzione ci impegneremo insieme ad altre per contribuire a qualche intervento mirato che dia una mano in particolare ad azioni e progetti di donne, in sintonia con quello che è sempre stato il nostro modo di agire.   Ma intanto ci sembra importante puntare l’attenzione sulle donne di San Gregorio, che dal primo giorno si sono organizzate in un comitato che ha lo scopo di contribuire alla ricostruzione del paese, e che tra le priorità  ha pensato a un luogo di socializzazione, perchè “è importante anche  la geografia dell’anima”, dicono.    Ammiriamo la loro lucidità nel voler tenacemente tenere insieme il passato con il presente e il futuro, le persone e le abitazioni insieme ai monumenti e ai luoghi di culto.   L’anima e il corpo, la quotidianità dei gesti insieme al progetto. Il pane e le rose. Una capacità di connessione tutta femminile.  E’ quanto emerge molto chiaramente nell’intervento che pubblichiamo in allegato: si tratta di  un intervento della regista e scrittrice Francesca Comencini, pubblicato sul quotidiano La Repubblica. Comencini ha realizzato un video dal titolo “Le donne di San Gregorio”, che fa parte di una serie di doc d’autore commissionati dal quotidiano. Un bel modo per andare avanti.

Le donne di San Gregorio

Il Magdalena Project,  è un network internazionale di donne nel teatro,  finalizzato a dare un supporto nella pratica teatrale e  nella riflessione teorica.

Il network fondato nel 1986 a Cardiff, Wales, UK, attualmente si estende in tutto il mondo attraverso incontri, forum, workshops e festivals. tra cui il Transit festival presso l’Odin Teatret in Danimarca, organizzato da Julia Varley, è arrivato alla sua quinta edizione.

In Italia il Magdalena Project è presente attraverso una rete di donne allieve di alcune artiste fondatrici del Magdalena, tra cui Gabriella Sacco e Annamaria Talone, allieve di Julia Varley.  Leggenda Magdalena vuole che l’idea del progetto sia nata in Italia nell’’83 ma l’unico incontro Magdalena organizzato in Italia risale al 1988 ad Aradeo, organizzato da Ricciardelli/Koreja. Per il 2009 in Italia è previsto un Magdalena festival in Abruzzo a Pescara e provincia, e il Magfest a Torino, previsto per febbraio/marzo 2010.

La città di Pescara presenta una ricca realtà di risorse al femminile e di una spiccata dinamicità culturale giovanile. Aspetti che rendono fertile il terreno per costituire nella città di Pescara una sede privilegiata del network del Magdalena. Il festival abruzzese previsto per i primi giorni di Aprile, vuole mettere in connessione la realtà teatrale abruzzese, in particolar modo quella femminile ed emergente, con realtà trainanti della scena teatrale contemporanea a livello nazionale e internazionale. I connubi tra realtà artistiche e realtà sociali, eventi performativi e percorsi formativi, scambi internazionali e reti locali, sono tra le caratteristiche più innovative e interessanti del Magdalena Project.

 

Annamaria Talone regista, studiosa e operatrice teatrale. Dopo essersi laureata in Lingue e Letterature Straniere con una tesi in Storia e Critica del Cinema, consegue il Master in Linguaggi non verbali e della performance presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si forma alla pratica teatrale studiando con maestri in Italia e all’estero, completa l’apprendistato teatrale con l’Odin teatret sia attraverso sessioni di studio che partecipando a produzioni (”Ur - Hamlet” regia di Eugenio Barba - Ravenna Festival 2006, “Il gusto delle arance”  regia di Julia Varley  - Transit International Festival, Danimarca 2007). Cura la regia  di Olga Sergeevna Olga Sergeevna-a solo, spettacolo Selezione Premio Scenario 2007. Per il teatro ragazzi cura la regia di Riccioli d’Oro spettacolo prodotto dal teatro Stabile d’innovazione Florian Espace. Si occupa di promozione della cultura teatrale attraverso la cura di incontri e rassegne teatrali. (co – fondatrice di Incontrosensi dal 2003 al 2005, Testi e contesti all’interno della rassegna Primtemps 2005). Interessata alle applicazioni del teatro nei contesti sociali realizza speciali progetti in centri per anziani (Su  - venir delle memorie) e con bambini e adolescenti nelle scuole.

Dal 2007 fa parte dell network Magdalena project.

 

Spettacoli, incontri, scambi di lavoro, seminari.  E’ in corso, dal 4 all’8 aprile, a Pescara il “Magfest. -  Festival di donne nel teatro contemporaneo” in collaborazione con il network internazionale The Magdalena Project. E’ organizzato da Annamaria Talone, regista e Presidente dell’associazione pescarese Le funambole.

I seminari sono condotti da tre formatrici d’eccellenza: Julia Varley, Ana Woolf e Helen Chadwick. La location degli spettacoli è cambiata, a causa del terremoto che ha danneggiato il teatro comunale di Tocco da Casauria. Si terranno tutti allo Spazio Alici di Pescara/Villa Raspa. Mercoledì 8, alle ore 21, ultimo spettacolo della rassegna: Il castello di Holstebro, con Julia Varley, storica esponente dell’ Odine Teatret.

Per saperne di più sul festival e per iscriversi ai seminari visita il sito www.magfest.it