La presentazione organizzata dal Margaret Fuller dell’ultimo numero di Leggendaria su Donne Politica e Violenza è stata una bellissima occasione per scambiare riflessioni su ciò che pensiamo della politica oggi ma sarebbe ancora più bello se diventasse l’occasione per proseguire con questo scambio di opinioni e riflessioni sull’argomento. Perciò comincio io.
Io non riesco più a parlare di politica senza pensare che dovrei parlare d’altro, che dovrei parlare di civiltà. Sento che è riduttivo parlare soltanto in termini di crisi della politica ma mi pare anche che sia il sintomo che la politica - e intendo quella partitica, quella che è diventata sistematicamente tutt’uno con l’economia, e con il potere, quella che per timori tutti e soltanto economici chiude gli occhi sulle violenze della Cina sul Tibet….e non soltanto sul Tibet, quella che deve soltanto e comunque vincere le elezioni per non perdere potere e poi…….
questa politica nonostante le sue brutture è ancora al centro di molti dei nostri pensieri. Ne siamo ancora vittime e oggi mi pare che molte di noi non avendo più argomenti per sostenerla se ne sentano ORFANE.
Così le domande intorno all’argomento non prevedono mai che si possa - secondo me si debba - ricominciare altrove per poter di nuovo parlare di politica. Per le donne del femminismo non dovrebbe essere così difficile e non si tratterebbe neanche di ricominciare ma di riproporre con più forza e più convinzione le idee e le pratiche che abbiamo saputo far nascere negli ultimi trent’anni. Scrive Alain Touraine nel suo ultimo libro Le Monde des femmes:
“Noi cerchiamo di ricomporre l’esperienza collettiva e individuale che è stata lacerata, legami tra termini che fasi anteriori della modernizzazione avevano contrapposto: il corpo e la mente, l’interesse e l’emozione, il diverso e il simile. E’ questo il progetto del mondo presente, dal quale dipende la nostra sopravvivenza come dicono i militanti dell’ecologia politica. All’interno di questo nuovo orientamento, quali sono gli autori della ricostruzione?…Sono le donne,rispondo, …le donne considerate come non-attori, prive di soggettività, definite dalle proprie funzioni invece che dalla propria coscienza. A farne le attrici sociali più importanti è il fatto che non agiscono come movimento sociale…..Coscienza femminile e mutamento sociale non sono più separabili e le donne costituiscono piuttosto un movimento culturale. Nel ribaltamento che porta da una società di conquistatori del mondo a una società della costruzione di sè, la società degli uomini è sostituita da quella delle donne. Non c’è alcun motivo di pensare che l’inferiorità delle donne lasci ora il posto all’uguaglianza: oggi le donne più degli uomini hanno la capacità di comportarsi come soggetti, in quanto portatrici dell’ideale storico della ricomposizione del mondo e del superamento di antichi dualismi e perchè si fanno direttamente carico del proprio corpo, del proprio ruolo di creatrici di vita, della propria sessualità.”
Troppo ottimista ha detto qualcuno e qualcuna. Forse! Ma io cerco di ricominciare ancora e sempre da lì, da quel progetto di civiltà, con piccole azioni quotidiane, senza cedere alla tentazione di una uguaglianza che mi fa orrore. E perciò i tanti simil- Giuliano Ferrara più che un pericolo - come ho detto durante l’incontro con le amiche di Leggendaria - io li percepisco come esempi di uomini che tentano con un ultimo colpo di coda di riprendersi la scena consapevoli che stanno vistosamente perdendo autorevolezza e prestigio. Sono un pericolo se continuiamo a stare sulla stessa scena con azioni di contrapposizione anzichè lasciarli soli e aprirci altri scenari su cui giocare con forza la nostra forza.
Giusi di Crescenzo
Marzo 2008
Mar, 25 Mar 2008
Tema proposto da Giusi Di Crescenzo: di cosa parliamo quando parliamo di politica?
Scritto da Lippolis in BlogNessun Commento
Dom, 16 Mar 2008
Presentazione a Pescara del romanzo Adele nè bella nè brutta
Scritto da Lippolis in Prossimi AppuntamentiVENERDI’ 28 MARZO, ore 17.30 Libreria Feltrinelli
SABATO 5 APRILE, ore 17.30 Libreria Edison
PRESENTAZIONE DEL LIBRO di MARISTELLA LIPPOLIS
ADELE NE’ BELLA NE’ BRUTTA (Edizioni PIEMME)
Ne parleranno con l’autrice e con il pubblico la scrittrice Nadia Tarantini e le giornaliste Maria Rosa Tomasello e Maria Rosaria La Morgia.
La recensione del libro nello spazio La nostra biblioteca .
Dom, 16 Mar 2008
In una cittadina dell’Italia centrale vive Adele, anni quarantacinque, sposata con Antonio, senza figli. La sua è una vita normale, che trascorre in una prevedibile quotidianità. Appassionata di cucina, ha dovuto accantonare il suo grande sogno, quello di diventare chef, per occuparsi della casa e di un marito che negli anni è diventato sempre più insopportabile. Ma un giorno scopre che lui coltiva passatempi inconfessabili, e da quel momento la sua vita cambia. Si sente offesa, ma capisce che era infelice e insoddisfatta anche prima. Si era rassegnata ad una vita dai confini ristretti perché le sembrava l’unica vita possibile, o forse perché pensava di non meritare niente di più, ma l’insofferenza cresceva in silenzio insieme a dubbi e perplessità. Così la “scoperta” del segreto di Antonio è solo la classica goccia che fa traboccare il vaso. Come se non bastasse, lui non perde occasione per rivelarsi meschino e arrogante, più che mai ora che ha deciso di candidarsi alle elezioni provinciali in una lista razzista di sua invenzione. Come uscirne? Adele cercherà aiuto, e lo troverà nella cognata Irina, una donna russa dalle inaspettate risorse, e nella zia Clelia, dove si rifugerà per qualche giorno in cerca di consigli e di risposte a una inquietudine che, si scoprirà, affonda le proprie radici molto lontano nel tempo. Una volta portato alla luce il dolore lo si può accantonare, scopre Adele, che ritrova così tutta la forza che le sarà necessaria per affrontare il da farsi ed escogitare un piano per vendicarsi di Antonio e guadagnarsi
la libertà. Ha scritto
Nadia Tarantini:
“Adele né bella né brutta vi conquisterà il cuore e la mente con la sua scrittura saporosa. Il romanzo è percorso da vene che vibreranno per ogni donna. Dolori sommersi che riemergono e possono essere elaborati solo quando il sangue torna a scorrere – dopo anni di congelamento in un’immobilità che è anche salvezza/difesa da nuove sofferenze. Reti femminili che si aprono di colpo come paracadute; ma il cui tessuto è stato tramato e ordito con i tempi e i modi giusti. E una favolosa ironia, quella che guarisce le pene d’amore e la paura del futuro, perché una donna che sa ridere e sorridere (degli altri e di se stessa) può guardare ogni cosa dalla giusta distanza”.
di Maristella Lippolis, Adele né bella né brutta, Edizione Piemme, 14,50 euro
Lun, 3 Mar 2008
Per ribadire che la libertà femminile non è negoziabile; che non c’è difesa della vita al di fuori del corpo femminile che quella vita custodisce; che siamo stanche di doverci difendere dalla paura maschile che demonizza le donne come avveniva nel medio evo. Che non accetteremo di salire sul rogo.
Dom, 2 Mar 2008
LEGGENDARIA: Donne, politica, violenza. Venerdì 14 marzo
Scritto da Lippolis in Prossimi AppuntamentiVenerdì 14 marzo, ore 17, Libreria Book e Wine (via da denominare 397, dietro Università e Tribunale)
Presentazione di Leggendaria
Riflessioni femminili intorno alla politica della violenza e alla violenza della politica, alla passione e allo scacco con cui la frequentiamo.
Con: Anna Maria Crispino, Direttora di Leggendaria;Letizia Paolozzi, Franca Chiaromonte e Maria Rosaria La Morgia.
In piena campagna elettorale, dopo la manifestazione contro la violenza del 24 novembre 2007, il “caso” del Policlinico di Napoli dell’11 febbraio, la questione della “moratoria” sull’aborto messa in campo dal partito “Pro-Life” di Giuliano Ferrara, le molte e diverse prese di parola da parte di autorevoli esponenti del mondo femminile,
la rivista LEGGENDARIA dedica il suo ultimo numero al rapporto delle donne con la politica – dei partiti, delle istituzioni e dei poteri – sottolineando il clima di violento attacco contro la soggettività, la cultura, il pensiero e le pratiche che le donne, e segnatamente le associazioni femminili e i gruppi femministi, hanno espresso negli ultimi decenni.
Nata nel 1986 come supplemento al mensile Noidonne, Leggendaria. Libri Letture Linguaggi è diventata una testata autonoma nel gennaio 1997, ora distribuita in libreria e per abbonamento. Ideata e diretta da Anna Maria Crispino, è prodotta da un piccolo nucleo redazionale di sole donne che si avvalgono però di un ampio giro di collaborazioni qualificate che non escludono le firme maschili. La rivista assume il pensiero delle donne come punto di vista collocato e privilegiato per la critica del presente: ha un approccio multidisciplinare e multiculturale, ed è particolarmente attenta alla trasmissione generazionale. www.leggendaria.it